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L’Oltrepò Pavese è un luogo di sorprese e meraviglie tutto da scoprire.

Questo triangolo di terra lombarda, con il Po a fare da confine a nord, è uno dei luoghi più belli e più incantevoli della nostra Italia.

Per chi è abituato a girare curioso tra le meraviglie del nostro Paese, l’Oltrepò offre, in ogni stagione, una varietà di paesaggi, di scorci, di panorami di grande fascino, e una cultura del vino, dell’agricoltura e del buon cibo, che lo rende una meta turistica irrinunciabile.

Di seguito qualche informazione sui luoghi, che per noi, sono irrinunciabili!

Uno dei luoghi più suggestivi dell’arte e della spiritualità dell’Oltrepò è la millenaria Abbazia di S. Alberto, abitata da poco più di un secolo dagli Eremiti Figli della Divina Provvidenza fondati da San Luigi Orione.Attualmente la comunità religiosa è formata da quattro Fratelli e due Sacerdoti che conducono una vita di preghiera, lavoro e raccoglimento. All’interno dell’Abbazia si possono ammirare i preziosi affreschi della chiesa di Sant’Antonio. L’Abbazia è ancora oggi meta di pellegrini e di chiunque voglia fare esperienza di silenzio, preghiera e contemplazione.

Uno spettacolo particolare e suggestivo è quello offerto dai calanchi (rocce argilloso-marnose) di Bosmenso, nei pressi di Varzi. Le caratteristiche formazioni, erose dalle piogge estive creano uno scenario di piccole vallette che contrastano con i colori della natura circostante. E’ la loro stessa natura a limitare la presenza di piante e arbusti, che sembrano letteralmente aggrappati al pendio.

Il borgo di Montesegale si trova in una zona di particolare interesse paesaggistico, dove coesistono memorie storiche di rilievo perfettamente conservate e significative testimonianze di civiltà contadina. Montesegale appartiene alla Comunità Montana dell’Oltrepo Pavese, costituito da numerosi piccoli centri distribuiti sul fondovalle e sui due versanti della Valle Ardivestra. Situato in una zona di particolare interesse paesaggistico, il piccolo borgo lombardo custodisce memorie storiche di rilievo perfettamente conservate e significative testimonianze di civiltà contadina. Dall’alto del suo castello, situato sul colle che domina la vallata, si osservano i rilievi collinari che si susseguono tra campi coltivati e aree boschive. L’economia è prevalentemente agricola e si basa sulla produzione di foraggi, frumento, granoturco, frutta, vini, salumi e miele. Conosciuto in tutta Italia come “Città del Pane”, Montesegale porta avanti orgogliosamente le sue antiche tradizioni gastronomiche e artigianali. Nell’antichità il paese veniva chiamato “Montesicalis”, probabilmente in riferimento alla coltura della segale praticata nella zona e le sue origini risalgono all’alto medioevo, verso il 1200 quando fu citato in un documento da Federico II. Attualmente il Castello è costituito da una cinta muraria dotata di merlature che racchiude diversi corpi di fabbrica e corti di varie epoche. Nella più antica parte meridionale si possono ammirare una rocca e una torre probabilmente erette sui resti di costruzioni precedenti. Una presenza inusuale per le numerose fortificazioni dell’Oltrepo è una fossa circondante il Castello, databile al XV secolo. L’attuale proprietà è della famiglia Jannuzzelli, che lo acquistò nel 1971, lo restaurò profondamente e ne fece un luogo di abitazione e di manifestazioni culturali: qui hanno luogo concerti, mostre, rassegne letterarie e allestimenti operistici. Dal 1985 è stata inoltre istituita una galleria d’arte permanente con opere di Bartolini, Brindisi, Crippa, Gattuso, Schifano e Treccani. COSA FARE: Per quanto riguarda gli eventi nel borgo, fondamentale è la presenza dell’associazione Arcieri Ardivestra che organizza ogni anno in data 25 aprile, un importante trofeo a livello nazionale. Inoltre, durante i mesi estivi nel territorio dell’Oltrepò Pavese, si tiene la rassegna “Estival”, caratterizzata da una serie di incontri culturali, laboratori didattici ed esposizione di prodotti tipici locali. Parte della rassegna è la Fiera di San Damiano, con sedute di degustazione di prodotti tipici enogastronomici, artigianato, tradizioni, antichi mestieri, mercatino dei prodotti De.C.O., poi ancora laboratori teatrali, artistici, creativi, sfilata del corteo storico, gare di tiro con l’arco e concorsi fotografici.

Il Castello di Oramala, sorto nel X secolo per volontà dei Malaspina lungo la valle dello Staffora, era collegato con l’Eremo di Sant’Alberto da un’antica strada oggi scomparsa sotto il bosco, ma ancora visibile fino a poco tempo fa. Proprio nel monastero è conservata la più antica testimonianza del Castello di Oramala , visibile nella lunetta sulla parete a nord-ovest dell’oratorio di Sant’Antonio.

Nel XII secolo conobbe il massimo splendore, fu fortificato nuovamente dai Malaspina alla fine del XV secolo e cominciò il suo declino quando passò ai marchesi di Oramala nel XVIII secolo.

Il nome rivela le origini celtiche del luogo: Fortunacus ha desinenza “-aco” che è contrazione di mag, ovvero casa presso un’acqua. Infatti vi è qui una fonte di acqua perenne. Secondo altri, il nome rimanderebbe alla dea Fortuna, a memoria di un tempio dedicato alla divinità pagana.
C’è la chiesa parrocchiale della seconda metà del Cinquecento. Ma l’ingresso nell’Olimpo dei Borghi più belli d´Italia Fortunago lo deve a un attento e funzionale recupero delle atmosfere del passato. Le facciate tutte in pietra a vista, i serramenti di legno in tinta naturale, la pavimentazione delle strade in mattonelle di porfido, l’illuminazione curata e soffusa, le panchine di legno, i cestini in ghisa, l’attenzione estrema per il verde pubblico, rendono questo paese adagiato sulle colline dell’Oltrepò pavese un perfetto esempio di equilibrio tra modernità e tradizione. E se poi si va bene a guardare, qualcosa di interessante si trova nel borgo. Ad esempio, una sorgente di acqua minerale proprio dietro al ristorante dove si beve del buon vino, si mangia salame di Varzi e buoni agnolotti fatti secondo la tradizione.

Qualche chilometro fuori Voghera, sulle rive del Torrente Staffora, sorge il paese di Rivanazzano Terme che con Salice Terme offre ai visitatori dell’Oltrepò Pavese, gradevoli pause rigeneranti. La caratteristica di queste terme sono le due acque diverse, salsobromoiodiche e sulfuree. Imponente è la torre del castello medievale, che sorge nel centro cittadino, dalla rara forma pentagonale.

Sempre risalendo la Valle Staffora, prendendo la strada dell’alta collina da Salice Terme, incontriamo la Rocca di Montalfeo. Le sue origini risalgono al V secolo dopo Cristo. A lungo proprietà della famiglia Malaspina, oggi l’antico maniero, restaurato con grande cura, ospita nei suoi bellissimi saloni affrescati: meeting, cerimonie, incontri ed eventi culturali.

Il “Santuario Della Passione” di Torricella, dedicata alla Natività della Vergine, sorge sulla cima d’un colle roccioso e aguzzo, di origine vulcanica. E’ uno dei Santuari più antichi dell’Oltrepò ed è stato costruito senza fondamenta, direttamente sulla roccia, spettacolare! Tutt’intorno all’ampio sagrato davanti alla chiesa: tante cappellette, con statue barocche a grandezza naturale che raffigurano le stazioni della Via Crucis. Il luogo è quello di un antico castello dei Templari e conserva da allora la dedica a Santa Maria, insieme ad alcune tracce delle fortificazioni medievali. Sul lato da cui si sale, c’è la Scala Santa, che custodisce sotto i suoi gradini terra della Palestina. La tradizione impone di salirla a ginocchioni, la modernità ha consacrato la Scala alle vittime degli incidenti stradali. La domenica pomeriggio viene celebrata la S. Messa.

Attraverso le piccole vie del suo antico borgo è come tornare nel medioevo, tra portici bassi, vie strette, pietre e strade immutate nel tempo. In origine abitato da popoli liguri, deve il suo massimo splendore alla famiglia Malaspina, durante il medioevo. Il suo castello, simbolo di potere e di benessere di ieri, fu costruito a difesa della cittadina. Oggi appartiene ai Conti Odetti di Marcolegno , diretti discendenti del casato dei Malaspina. Posto in una conca della Valle Staffora, è oggi un paese di villeggiatura, meta turistica e, per gli amanti dell’escursionismo, uno dei punti di partenza della “Via del Sale” che porta al mare, e di molti sentieri dell’alta collina.

E’ un paesaggio da favola quello che accoglie il visitatore che arriva a Zavattarello. La piazza del Municipio, alcune porte in arenaria delle abitazioni, le case in sasso e le vie snodate tra le case ne fanno uno dei borghi più belli d’Italia. La peculiarità del paese è senza dubbio il castello che, dall’alto della collina, domina imponente tutto il territorio da qualunque parte si arrivi. I primi documenti che testimoniano una fortificazione sul colle risalgono a prima dell’anno mille. Prende il nome dalla famiglia dei Conti dal Verme che per sei secoli ha segnato la sua storia.